giovedì 6 marzo 2014

la grande bellezza e allacciate le cinture



La grande bellezza

Premesso che sono stato subito felice che l'Oscar per il miglior film straniero sia andato all'Italia (vedere i ricchissimi divi americani ringraziare lo scalcinato cinema italiano mi fa sentire sempre un po' campanilista), mi stupisco dello stupirsi generale di fronte al fatto che ognuno abbia una sua opinione su un film. mi ricorda un po' lo snobismo dell'arte concettuale, che se dici che una cosa non ti piace significa che non l'hai capita. la prima volta che vidi la grande bellezza non mi convinse perché ritraeva una Roma che non riconoscevo, una cartolina vista da un non romano, con una Ferilli a interpretare Mamma Roma che giudicavo inadeguata. alla seconda lettura il film continua a non convincermi, soprattutto la seconda parte, ma ho cambiato il mio punto di vista. la grande bellezza di Roma, il suo incanto unico, quello che provoca la sindrome di Stendhal se la fissi troppo, è effettivamente abitata da un popolo brutto, di romani nativi o adottivi, grandemente decadenti. il giapponese che sviene di fronte all'unicità, il burocrate affidabile con le chiavi che aprono tutte le porte, le vecchie principesse che giocano a carte in una stanza buia, i palazzi vuoti, i nobili in affitto, il cardinale che parla solo di ricette e scappa di fronte alla spiritualità, la santa votata al dolore, il suo segretario organizzativo, il boss mafioso del piano di sopra (il piano di sopra!), la giraffa che scompare, le ballerine, il vecchio direttore dello strip, le suore grandi e bambine che passano ovunque, l'attrice francese che scende una scala, il vecchio illusionista, la donna nana con un'alta personalità, la ricchissima radical chic che crede di valere qualcosa più degli altri, il manager napoletano, la signora pitonata, la vecchia soubrette drogata, la donna ricchissima e sola aggrappata a un figlio malato e votato all'autodistruzione, l'attrice intellettuale che pensa solo a se stessa, la cameriera che si prende cura del datore di lavoro, il vedovo che si innamora della signora polacca, la performer che parla per luoghi comuni, il vecchio attore di provincia che non ha concluso niente, lo scrittore di un libro solo che ripensa con nostalgia alla sua isola e al suo mare. io, che sono nato a Roma, che ho vissuto sempre a Roma, che sono nato in una famiglia romana da sette generazioni, potrei dire di non averli tutti conosciuti? io li ho conosciuti tutti, li ho visti tutti, ho convissuto con tutti. loro sono tutti veri. e la più vera è forse la più stereotipata, quella Ferilli che mi aveva innervosito per snoberia la prima volta. la romana non è forse una donna popolana, sensibile, cinica, priva di incanto eppure capace di sognare i sogni degli altri, ritirata in una casa a Casal Palocco, innamorata di Antonello Venditti, che vende il suo corpo bello ma non più giovane per curare la sua malattia, che si dà in pasto agli occhi degli altri, ma che preserva se stessa dagli altri, consumandosi dall'interno, finchè non muore, senza che la città si fermi? bè, se non è questa Mamma Roma oggi, ci manca veramente poco. quindi condivido che alcuni personaggi, alcune situazioni, non siano ben sviluppati, che alcuni siano troppo didascalici, che l'ultima mezz'ora sia di troppo, ma alla seconda lettura devo rimangiarmi il fastidio provato alla prima lettura, che Roma non sia ben ritratta. lo è, decisamente.



Allacciate le cinture

Avete presente l'ultimo film di Almodovar? Come vi siete sentiti quando avete appurato che il genio di Donne sull'orlo di una crisi di nervi aveva potuto realizzare anche Gli amanti passeggeri? Ecco, se amate come me il regista turco, andare a vedere questo film potrebbe non essere una buona idea. Ci sono tutti gli ingredienti classici dei suoi adorabili affreschi: una Lecce storica inondata di luce, bellissimo mare, case stupende, sensualità dei corpi, personaggi femminili adorabili, piccole risate, amori e tradimenti, ricerca della felicità, solidarietà umana. Manca però la parte centrale, che unisce tutti questi piccoli elementi dando un senso compiuto al mosaico. Manca la storia. O meglio, la storia c'è, ma sembra uscita dalla penna di Moccia. Il protagonista, l'ex tronista Arca, non tradisce le aspettative ed è micidiale. La parte migliore è il suo culo, ma sfortunatamente non recita con quello. Kasia è stupenda, ma la sua bellezza non oscura il fatto che il suo accento straniero la renda poco credibile come pugliese. Bravi gli altri attori, ma senza una delle sue belle storie, senza il suo soggetto brillante a fare da ombelico del film, tutto sembra ridondante: Lecce troppo luminosa, le case troppo perfette, la parrucchiera napoletana troppo zoccola e troppo napoletana e via dicendo.

lunedì 24 febbraio 2014

Looking



Guardando Looking, sei puntate della prima serie già trasmesse dal canale statunitense HBO, mi ritrovo a domandarmi sempre la stessa cosa: quale distanza siderale esista tra "noi" e "loro".
Impensabile che una serie del genere, a tematica unicamente gay, con scene di amore, amicizia e sesso tra uomini esplicite (e quando dico esplicite non mi riferisco al pornografico, ma al fatto che siano rese in modo esplicito, non edulcorate per un pubblico etero), venga trasmessa da un canale italiano, se non (forse) a notte fonda. Noi siamo ancora alle serie per la famiglia della Rai, ormai immancabilmente con un fratellino o uno zio o un amico omosessuale infilato nella famiglia tradizionale, al quale non è mai concesso essere ripreso nemmeno a baciarsi con un altro uomo (qualcuno pensi ai bambini, poveri bambini, davanti alla Tv).

La serie è interessante, ne consiglio la visione (puntate sottotilotate già disponibili). Ha un taglio realistico, dato da una regia senza filtri, senza musiche, senza trovate artefatte. Racconta la storia di tre amici a San Francisco. Il 29 enne Patrick, carino e campagnolo, stile Bel Ami, che cerca la storia seria non avendo avuto mai lunghe relazioni. Il 31 enne Agustin, barbuto artista disinvolto sessualmente che tenta la strada della convivenza con il ragazzo ma senza rinunciare ai suoi desideri sessuali (trio, coppe aperte ecc..) e il 39 enne Dom, che sembra uscito dalla serie Magnum P. I. o da un bar gay degli anni '80, che fa i conti con la sua età e i suoi sogni ancora non realizzati.

La serie funziona perché ti consente di immedesimarti nei personaggi, in uno in particolare o in tutti e e tre. La vita gay in una città ospitale come San Francisco è ben ritratta. I protagonisti hanno più da lavorare sulla loro auto-accettazione che non sull'essere accettati dal mondo. L'omosessualità non ha le tinte drammatiche che si immaginavano precedentemente, ma è più complessa, meno appiattita sui cliches, che pure ci sono. Perché in fondo siamo tutti più cliché di quanto amiamo ammettere con noi stessi. E ci troviamo davanti più problemi comuni che non problemi originali. Il che dovrebbe insegnarci ad essere più solidali. Dovrebbe.

Looking - sito ufficiale




venerdì 6 dicembre 2013

ti ricorderò


alcuni anni fa (e non cominciate a dire che fosse duemila anni fa) dovendo scegliere l'argomento della mia tesi tra le varie fasi di transizione storiche conflittuali optai per una delle storie più affascinanti, quella del Sudafrica e del suo grande padre moderno, Nelson Mandela.

tra i materiali consultati, uno mi restò sempre impresso. un libro scritto da James Gregory, uno dei carcerieri di N.M. durante i suoi lunghi anni di carcere a Robben Island, che si intitola "Goodbye Bafana: Nelson Mandela, My Prisoner, My Friend". ci sono dei dubbi sull'onestà intellettuale dell'opera ed è evidente che per un ex carceriere di quello che poi diventò l'uomo più potente del Paese, il modo migliore per riciclarsi fosse vendere la sua esperienza in una chiave positiva. ma il libro mi colpì perché spiegava molto bene l'atmosfera che N.M. riusciva a creare intorno a sè, di come riuscisse a generare il rispetto, l'ammirazione e infine il sincero affetto. credo che a memoria d'uomo esistano solo tre personaggi storici-politici capaci di trasformare l'odio in amore in questo modo: Cristo, Gandhi e Mandela. dei tre, il primo lo faceva per illuminazione religiosa, il secondo per principi filosofici. il terzo invece ci arrivò dopo un lungo percorso esperienziale. forse N.M è tanto amato perché ci immaginiamo di poter diventare un giorno come lui, capaci di amare l'universo.

del libro fu tratto un film il colore delle libertà 

martedì 26 novembre 2013

serie tv


io e le serie tv...
sarei capace di passare una notte a vedere una serie intera.
ok, leviamo il condizionale. è successo con Lost (interi week end), è successo con Queer as Folk edizione americana (notti intere).
ieri mi sono tenuto basso (4 puntate consecutive su 6 girate) per questa chicca inglese. si chiama Viciuos, qui i dettagli , con Sir Ian McKellen, Gandalf il vecchio per capirci, ed altri attori noti in UK.
se vi piace l'ironia inglese, tagliente come un'accetta, qui ne troverete a pacchi, tanto da tagliarvi. io mi sono spaccato dalle risate, fino alle lacrime. ok, sembrano le riprese di un polveroso spettacolo teatrale all'Apollo Theatre, ma gli attori sono enormi, le battute stupende, e i personaggi delle vecchie frociarole sono perfetti.
la storia di una vecchia coppia di uomini che stanno insieme da 50 anni fa anche un po' riflettere. come sarò io a 80 anni? frizzante e alcolizzato come spero, oppure rincoglionito e triste come temo?
di sicuro vorrei avere un quarto della loro ironia.

tutto ciò aspettando la nuova serie americana gay, Looking , in onda sulla HBO dal 19 gennaio, e quindi speriamo in streaming da noi il 20 gennaio, se Verza Verde and Co si danno da fare (i sottotitolatori più famosi e rapidi d'Italia).

bè, del resto è inverno, fa freddo e solo i più stakanovisti frequentano locali tutti i week end. per gli altri è tempo di caldarroste, vino rosso e una bella serie tv.

giovedì 17 ottobre 2013

Cinema

"La pretenziosità vale merda quanto pesa" (cit)

NI


NI

SI!

NO!

SIIII

NI
NI


POST SCRIPTUM



SI. La vita di una sessantenne cilena, tra separazione, nuovi amori, figli, passato, acciacchi dell'età, rapporti complicati con la tecnologia, problemi di vicinato. Con la voglia di non arrendersi, nonostante le ordinarie e straordinarie difficoltà che ci riguardano tutti, ad ogni età. 

THE ANNIVERSARY
Film del 1968, con la straordinaria Bette Davis. Commedia Noir, divertentissima e terribile, patologica e ordinaria nella follia familiare. Pefetta nei tempi, nei modi, nella recitazione, negli ambienti quasi teatrali. E ti chiedi perché non le fanno più così. Senza essere nostalgici.

POST POST POST SCRIPTUM


correte a vederlo, perchè è un film sensazionale.

martedì 24 settembre 2013

questioni di principio?



padre amorth e il suo illuminato pensiero sull'omosessualità

a parte la foto che ci pone dubbi su dove si nasconda veramente il demonio, ecco un classico esempio di una "libertà di opinione" protetta dalla nuova legge anti discriminatoria. c'è chi crede che visto che uno sia religioso allora la sua idea non possa che essere questa. che si debba cercare da altre parti la responsabilità delle resistenze al progresso civile, per esempio guardando alla politica. vero, anche il Papa dice che è figlio della Chiesa e la Chiesa si sa come la pensa su certi temi.

del resto un tempo la stessa religione, ma per altre religioni è ancora così oggi, dichiarava che la politica di segregazione in Sudafrica corrispondesse a un disegno divino dal momento che i neri erano da considerarsi inferiori ai bianchi. un tempo la stessa religione dichiarava che le donne dovessero ubbidire ai loro mariti qualunque cosa accadesse. ma la chiesa sa progredire nel pensiero. ci mette alcuni secoli di ritardo rispetto all'occidente, ma ci arriva seguendo il suo percorso.

ma io non sono religioso e quindi pare che non dovrei parlare di quello che dice un religioso. la cosa interessante è pensare che nel nostro paese sia consentito di poter affermare anche fuori dalla chiese (intesi come edifici) questi pensieri. anzi, che si veda con orrore l'ipotesi di considerare limitazioni alla sacra libertà di opinione di qualsiasi gruppo o di qualsiasi associazione.

effettivamente sulla libertà di opinione e sulla sua libera espressione si sono costruite rivoluzioni e costituzioni democratiche. mica si scherza con la libertà di espressione. ora, quando sono in dubbio io faccio sempre un esercizio che trovo utile. provate a sostituire alla parola gay la parola neri: "i neri suggeriti dal demonio, gli animali non fanno le loro porcherie." suona meno un problema di libertà di opinione e più un problema di razzismo vero? proviamo a utilizzare la parola ebrei. dunque sarebbe: "gli ebrei suggeriti dal demonio, gli animali non fanno le loro porcherie". questo mi suona come un deja vu. molto spiacevole, sono certo che giù al Tempio si incazzerebbero parecchio, altro che libertà di opinione. se dicessimo "gli islamici suggeriti dal demonio, gli animali non fanno le loro porcherie"? azz, già sento le bombe che ci esplodono nelle piazze, attenzione con le parole. ma è un fatto che la nuova legge, se passasse così come è, consentirebbe l'estensione degli insulti che ci sono propri anche a gruppi che sembravano essere un po' più avanti di noi. finisce che invece di estendere la loro protezione alla nostra, estendiamo la nostra persecuzione alla loro. non sarebbe carino secondo me. finisce che vengo pistato da un ebreo di colore per strada e manco gli posso dare torto...

penso che bisognerebbe che il legislatore riflettesse un po' di più. perché un principio morale non può essere applicato come una legge fiscale, a te si e a te no, un po' qui e un po' là, un passo avanti e uno indietro. un principio morale o lo si sostiene o no. o ci si crede o non ci si crede. non ci si può credere a metà. in sostanza, o si ritiene che dire che un frocio è un animale sia un reato detto da tutti, oppure si ritiene che ognuno debba essere libero di dirlo. ma perché il caro Padre Amorth lo può dire e io no? ma non mi pare tanto giusto.

certo spero che non ci fosse un ragazzino dodicenne appoggiato a una finestra nel dubbio se buttarsi o meno con la radio accesa e sintonizzata su quel canale. ma del resto un dodicenne che pensa di essere gay deve essere in grado di discernere giusto? deve capire cosa è libera opinione e cosa no. cosa è importante e cosa no. lo stesso la madre di quel dodicenne, magari una donna semplice e molto religiosa, deve comprendere quali indicazioni seguire e su quali essere un po' più elastica.

adesso io vorrei solo appendere per le palle a un palo questo sacerdote, che peraltro dimostra una certa ignoranza rispetto al fatto che l'omosessualità è riccamente presente nel regno animale. solo che pare che questo non sia mio diritto costituzionale. ma dire che è cattivo come un demonio e dire che non esiste nel regno animale una creatura che dimostri una tale cattiveria, insensibilità e irresponsabilità, si questo mi è costituzionalmente garantito. almeno credo.

mercoledì 18 settembre 2013

la paura di Spagna




allora, signori etero che fate finta di non capire, signori parlamentari tutti piegati a novanta gradi verso via della conciliazione, incapaci ormai di ascoltare, non dico di capire, interpretare o addirittura convogliare verso il progresso, ma anche solo di ascoltare i convincimenti e le volontà che maturano nel vostro popolo,

cerco di spiegarvelo semplicemente, perché in realtà è un concetto semplice, ma proprio semplice, tanto semplice che si può solo far finta di non capirlo,

ricorrendo all'esempio dei neri, così gli ebrei ortodossi non si offenderanno per l'accostamento al popolo LGBT, vedrete che le nebbie si diradano:

io non posso andare in televisione e dire che le persone di colore siano inferiori. ma non posso dirlo neanche al bar mentre prendo un cappuccino, o nello spogliatoio in palestra.
e mi pare che sia cosa buona e giusta no? altrimenti sarei un razzista e farei del razzismo un'apologia. chi mi ascolta potrebbe convenire con me che il razzismo sia una buona cosa e di conseguenza potrebbe decidere di organizzare il giorno dopo un bel raid per gonfiare di botte quel ragazzo di colore che abita al piano interrato del suo condominio. d'altra parte, qualora io e mille altre persone andassimo in giro a dire che i neri sono creature malefiche che minacciano i bravi italiani bianchi, e qualora ci fossero dei politici e opinion maker che lo affermassero in televisione, e qualora ci fossero dei docenti che lo insegnassero tranquillamente in aula ai propri studenti, e qualora il prete lo dicesse a messa, buttato lì tra un canto e l'omelia, quanto credete che occorrerebbe per diventare un paese profondamente razzista che perseguita le persone di colore e che induce i giovani neri a introiettare questo senso di inferiorità e magari a lanciarsi dalla prima finestra aperta pur di non tornare in quella classe, con quel docente e con quei compagni? poco, ci vorrebbe molto poco. e sapete come lo sappiamo che ci vorrebbe poco? perché è stato così. è stato così molto a lungo.

ora vi risulta che vi siano state retate della polizia in palestra o al bar a causa di affermazioni razziste?
o vi risulta che i leghisti che hanno dato della scimmia al primo ministro della Repubblica afroitaliano siano stati arrestati?
o vi risulta che chiunque si sia dichiarato contrario ad una politica di inclusione sociale favorendo al contrario una politica anti-immigratoria, sia stato accusato di qualche crimine?
si sa di qualche gendarme, carabiniere, poliziotto, pompiere o guardia giurata, che abbia interrotto l'omelia di un parroco per arrestarlo non avendo rispettato le norme anti- razziste?

ah ecco.

allora la legge Mancino dice così:

L'art. 1 ("Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi") dispone quanto segue: "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, [...] è punito: a) con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell'assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni."
L' art. 2 ("Disposizioni di prevenzione") stabilisce che "chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi" come sopra definiti "è punito con la pena della reclusione fino a tre anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila." Inoltre lo stesso articolo vieta la propaganda fascista e razzista negli stadi, disponendo che "è vietato l'accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche alle persone che vi si recano con emblemi o simboli" di cui sopra. "Il contravventore è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno."
L'art. 4 punisce con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000 "chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni."

adesso, secondo voi, campioncini di libertà d'opinione, come suonerebbe una integrazione che stabilisse che tale legge venga estesa anche ai reati per motivi di sessismo omofobico, ma esclusivamente per la parte relativa alle questioni di violenza, prescindendo esplicitamente dalla disposizione relativa alla propaganda di idee fondate sulla discriminazione sessuale? non sarebbe forse un invito esplicito a moltiplicare tali dichiarazioni pubbliche e private? del resto non si è mai sentito un politico italiano negli ultimi cinquant'anni chiamare il popolo a picchiare una persona perché non è eterosessuale. ma che vi sia un legame tra le dichiarazioni sessiste e le azioni violente, è indubbio.

allora capite bene cari amici, concittadini, fratelli e sorelle:
tutte le contestazioni all'estensione completa della legge Mancino alle discriminazioni di genere, sono semplicemente pretestuose. l'unica vera ragione di tale opposizione di una parte importante della casta politica sta in un accordo nemmeno troppo celato con via della Conciliazione e i suoi inquilini in gonnella. la Chiesa non vuole che si aprano varchi alla Comunità Omosessuale, non vuole spiragli, non ammette cedimenti. e nemmeno perché ritenga che questa legge possa essere pericolosa per le sue continue affermazioni discriminatorie. no, è che la Chiesa sa che se si apre quella porta, se si apre persino un piccolo spiraglio, appena un buco della serratura, il tempo del progresso (più che quello di supposte lobbies) farà il suo corso anche nel nostro vetusto e antiquato Paese. da lì si passerebbe ad altre richieste, peraltro tutte già messe chiaramente in mostra dalla Comunità Omosessuale. si arriverebbe alla tanto temuta Parità di Diritti. al Matrimonio Civile, quello con la M e la C maiuscole, per persone dello stesso sesso. la Chiesa vuole che lo Stato Italiano ignori anche la pura esistenza delle istanze di una comunità così rilevante. in questo modo si potrà fare finta di niente ancora per un po', ancora per qualche anno, magari qualche decennio, nella speranza che magari torni il tempo in cui sia la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, unica religione di Stato, a decidere sulle questioni etiche. ma quel tempo, in Italia, è forse mai veramente passato?