venerdì 11 dicembre 2009

sunì



dopo la Karl du Pignè,

dopo la Marise du Centocèlle,

dopo la Jaqueline du Tormàrance

è arrivata la Sunì du Gianicolèns

c'hai na cena placè pe 12 e non sai dove mette seduta nonna co tutta la sedia a rotelle, che fosse per te la metteresti girata verso il muro??
te devi sposà a Amsterdam e non sai se pagà l'aereo pure a quella ciurma de beduini dei parenti de tu marito, quelli de Zagarolo?
stai camminando in un locale e ti trovi una mano non invitata dentro ai jeans e hai bisogno di una frase cortese ma decisa per liberartene?
sei invitato a uno di quegli eventi che non se sa che cazzo sono (tipo, un "aperitivino rinforzato" oppure "un dopo cena alle 21 e 15") e non sai quali stracci buttarti addosso?
la collega di stanza lancia uno scureggione che fa crollare anche il calendario di padre Pio dal muro, e tu non sai se è concesso ridere in tale circostanza?
a natale la cugina it (quella che ha più peli sul mento che capelli in testa) ti regala per l'ennesima volta un paio de ciavatte (che tu le ciavatte non l'hai manco mai messe) e tu vorresti faie capì che se te regala un'altra volta le ciabatte sa dove glie le infili, ma tutto questo con tanta tanta classe, che non si dica che sei una persona venale priva di spirito natalizio?
sei a tavola e davanti a te ci sono 18 posate tra forchette, coltelli, cucchiai, frutta, e arriva il pollo e tu ti chiedi se è vera la storia che si può mangiare con le mani e mentre te lo chiedi te lo portano via e tu lanci un bestemmione che al cardinale zio a capotavola gli viene un ictus?
ti perdi il profilattico dentro e hai bisogno di un motto di spirito per non allarmare l'ospitante?
ti chiedi se dopo aver bevuto una pinta di birra scura sia lecito fare un rutto bestiale, oppure devi ingoiare l'aria rischiando un probabile embolo?

per queste domande e tante altre, rivolgetevi alla vostra Sunì du Gianicolèns.
perchè se non le sai le cose, salle!
e se non le salle, chiedile a Sunì. c'è chi è bello, chi è ricco, chi è intelligiente e chi è super dotato. io no. io però, ce lo so.



mercoledì 9 dicembre 2009

ponte lungo


si avvicina Natale e sto pensando a quante cose natalizie abbia fatto.

ho fatto l'albero di natale, il giorno 07 dicembre, vale a dire con un giorno di anticipo rispetto a quanto prescritto dalla legge e con 17 giorni di anticipo rispetto alla mia tradizione familiare. l'ho fatto praticamente da solo, nel senso che l'ho montato (naturalmente è finto), ho attaccato le decorazioni ed ho addirittura fatto dei fiocchi con il nastro rosso e quello verde per le punte dei rami. se questo non è estro artistico, non so cosa lo sia! il dottor G si occuperà sicuramente di cambiare l'ordine a tutte le decorazioni per coprire i vistosi buchi che lascio sempre tra i rami. magari stasera lo fotografo e posto la foto della mia opera d'arte. ma anche no, direte.

siamo andati in giro per il centro e abbiamo fatto una puntata nell'ottavo girone dell'inferno (quello degli adoratori dello shopping). c'è solo una cosa che odio più di andare nei negozi, ed è andare nei negozi a natale con la gente aggrappata come scimmie sulla porta. però avevo voglia di fare una passeggiata tra le lucine natalizie. ormai a Roma le uniche luci natalizie le attaccano i negozi di lusso e quelli dei cinesi che vendono tutto a 1 euro. ho comprato diverse decorazioni per l'albero. cazzo, se non è spirito natalizio questo??? manca solo che appenda un cock-ring come puntale e mi trasformo nel fottuto babbo natale. pensavo sarebbe interessante un albero a tema:  dildo di varie dimensioni e colori tra i rami, babbi arrazzati appesi qua e là, angeli della bel ami, anelli strassati e striscie di leather al posto delle stelle di natale. magari per il prossimo anno. ques'tanno a piazza navona vendevano ancora addobbi molto tradizionali.

sabato manifestazione anti-b. inutile, lo sapevamo. ma carino esserci. c'era un cielo terso e azzurro che pareva finto, come oggi. un sacco di gente a camminare e a fare cori vecchi come il mondo. possibile che ragazzini di 18 anni cantino ancora bella ciao?? scarpe da ginnastica, jeans e felpa viola, pronto per un bel cammino. detesto il viola. è il mio worse-color subito dopo il rosa. il rosa proprio non lo posso vedere, il viola così così. però mia cognata m'ha regalato sta felpa per il mio compleanno, e mi piace, stranamente. forse perchè me l'ha regalata lei che mi sta molto simpatica. quindi capitava a fagiolo. ho camminato con una coppia di amici molto cari ed è stato molto piacevole. mi mancava qualcosa però, anche se non capivo esattamente cosa fosse. poi mi sono reso conto che ormai, se non c'è almeno una drag a sculettare sopra un carro mentre canta Patty Pravo, io mi annoio! arrivati in piazza c'era talmente tanta gente che non siamo riusciti a vedere/sentire niente. Ma naturalmente va bene così. In corteo c'era anche Massi, uno dei miei blogghisti preferiti. Mi ha avvertito che sarebbe sceso sulla capitale per manifestare contro questo scempio di governo ed ero felice di stringere le mani che digitano sulla tastiera le parole che leggo sul web. Invece nel panico dei manifestanti l'incontro è stato impossibile. Ma forse è stato meglio così, perchè ho avuto un leggero disguido con la giacca, non essendomi reso conto se non troppo tardi che il gatto c'aveva mezzo pisciato sopra! Se non avete un gatto non sapete come può puzzare il piscio di gatto. Per fortuna essendo sporco l'interno, la puzza era rivolta verso di me e sembrava non essere percepita dagli altri. Ma non avrei potuto abbracciare neanche mia madre in quelle condizioni.. Si vede che il mio gatto è berlusconiano, tacci sua.

A sera ci siamo rifatti, perchè abbiamo organizzato l'incontro con Massi e il suo boy in quel di un locale con serata a tema orsino. Com'è conoscere un blogghista? E' il contrario che conoscere un ragazzo nella vita. Prima ho saputo che era un bel bocconcino, poi che nudo è uno spettacolo, poi che era simpatico, poi che avevamo parecchie cose in comune, poi mi ha fatto sganasciare dalle risate, e infine c'ho attaccato sopra quelle cose che il web non ti può dare: l'effetto del sorriso, la temperatura delle mani, il modo di muovere la testa. Appollaiato sopra uno sgabello ho valutato il mondo che mi circondava. Le feste a tema bear sono molto divertenti devo dire. Prima di tutto è quasi assente quell'effetto trash-fashion glitterato che dopo un pò mi fa venire la nausea. Poi c'è un misto di gente che va dal vero orso over-size, fino a tanta gente normalissima con la barba un pò cresciuta e basta, a montagne di muscoli umani. Anche il vestiario va dalla maglietta e jeans, fino ai soli pantaloni di pelle, passando per le storiche mise alla boscaiola. Comunque è gente interessante, semplice e molto gentile, a dispetto a volte dell'apparenza. E poi ogni tanto ti guardano in un modo talmente esplicito che speri di avere addosso il profilattico per non restare o mettere incinto qualcuno.

Dopo di che ci siamo dimenticati i documenti di identità all'ingresso e abbiamo girato per giorni senza patente per la città...Finchè l'anima pia di Ale ce li ha recuperati.

Festa di compleanno in doppio, con il fascinoso Albèn e la spumeggiante Lorella festeggiati. Mangiate molte buone cose e chiacchierato come al solito del più e del meno.. si è parlato di chat, sesso con venditori del supermercato super-dotati, pissing e locali hard.. insomma, delle solite quattro chiacchiere attorno all'albero di natale.. solo che i nostri amici al posto dell'albero fanno un magnifico festone con rami verdi e tutte le decorazioni più fabulose mai viste. anzi amici, se mi passate una foto dei vostri addobbi la posto insieme alla mia, così pubblichiamo due versioni del natale a casa del vizietto, che dite?

il giorno di festa lo abbiamo passato come nelle migliori tradizioni, mangiando fuori porta in uno di quei magnifici ristoranti zozzoni dove non devi nemmeno ordinare perchè ti portano la roba che vogliono loro a rullo continuo. il fondamentale è mangiare piano, così entra tutto!

ieri sera fatto strano. i vicini di casa, con i quali in quasi 5 anni di permanenza avremo scambiato si e no 3 frasi complete, che non hanno mai aperto la porta più di quel tanto per far filtrare uno sguardo e una parola manco fossimo pericolosi ex galeotti, ci hanno invitato ad un aperitivo a casa loro 3 giorni prima di infagottare tutto il mobilio e fare ritorno nella patria natìa, in Francia. siamo entrati a casa loro alle 19:00, ufficialmente per parlare di questioni condominiali, e ne siamo usciti alle 22:00, una bottiglia di champagne e rustici vari dopo, avendo parlato dei più disparati argomenti e con uno scambio di mail e la promessa di sentirci nel caso loro passassero da Roma o noi da Nizza. stranezze della convivenza condominiale in una grande città. circa 4 ore dopo siamo stati svegliati nella notte dai carabinieri, per un allarme incendio al nostro piano. verificato che non avevo lasciato l'albero di natale con le luci accese trasformato in pira nel mezzo del mio salotto, mi sono preoccupato per i vicini.. vuoi vedere che subito dopo averli conosciuti verremo convocati dalla magistratura per riconoscerne i corpi semi carbonizzati? ho verificato, erano interi e stupiti quanto noi. mah! pare fosse uno scherzo anonimo.. girano certi simpaticoni in giro..

mercoledì 2 dicembre 2009

tranci di corpo



oggi mi viene da pensare a cosa mi attrae in una persona. non parlo di quello che mi attrae nella personalità, ma piuttosto di quello che mi piace fisicamente, anche se le due cose credo davvero siano inscindibili.

quando osservo una persona per strada, o non appena me la trovo davanti per una prima presentazione, la prima cosa sulla quale mi concentro è la presenza o l'assenza di quello che definirei l'equilibrio delle proporzioni.
si può essere biondi o mori, alti o bassi, vestiti con grande cura o con un look trasandato, giovani o meno giovani, pelati, rasati o capelloni, glabri o pelosi, ma quello che proprio non mi piace è la sproporzione.
immagino che di questo criterio debba ringraziare mia madre che, dall'alto del suo metro e sessanta, mi ha sempre detto: figlio caro, ricorda: botte piccola buon vino.. e poi tu sei proporzionato. visto che l'ultima volta che mi ha visto nudo avevo otto anni, forse lei intendeva dire che ero tutto proporzionato sul piccolo.. ma non scendiamo in squallidi dettagli e analizziamo la cosa scientificamente.

esiste una proporzione che non ha tanto a che vedere con misure delle braccia e delle gambe, ma piuttosto con una certa armonia del fisico, per cui se hai la circonferenza del collo di una gallina vecchia, non puoi avere il torace del governatore della california. se hai le coscie da lottatore di sumo, non puoi avere il vitino di una vespa. se hai gli occhi porcini, non dovrebbero essere posizionati ai due lati della faccia, tipo cavallo.

questo intendo io per proporzione. nè troppo alto (per me sopra il metro e 85 è già troppo alto) nè troppo basso (su quello mi riprendo la mia fetta di mercato, con un metro e 70 ci sto comodo). nè troppo grasso (e questo è un tema sensibile, per cui prima di far capire a qualcuno che penso stia sgravando con i grassi saturi mi deve proprio pestere un piede un elefante) nè troppo magro (oddio, che ci fai co quelle cose secche secche). nè troppo elegante (modello scopa nel didietro) nè troppo scafato (che mi metti una bestemmia tra un buon e un giorno). vabbè insomma, è chiaro. non una cosa media, si badi bene, bensì una cosa giusta!

ma cosa attragga la mia fantasia sessuale, quale parte del corpo attragga i miei pensieri zozzi, questo è un fatto che è davvero difficile generalizzare, eppure sento un'esigenza assoluta di impegnarmi in questa attività puramente filosofica. sarà perchè oggi pur di non lavorare, discetterei con la portiera dell'apporto filosofico di Karl Popper nella metodologia delle scienze sociali..

potrei pensare, ma che ie frega alla gente di quello che me piace a me? ma se pensassi troppo questo non avrei mai cominciato a scrivere un blog, sicchè procedo!
va da sè che guardare non significa toccare (e questo non è un disclaimer per tacitare il dottor G, che tanto è più geloso di un abitante di Lampedusa Sud), ma il buon Dion non ci avrebbe dato gli occhi se non avesse voluto che guardassimo, e la malizia, se non avesse voluto che maliziassimo un minimo, suvvia!

nelle donne è facile. mi attraggono sedere e gambe. praticamente da dietro già so se una donna mi piace o meno. certo, c'è sempre il rischio dell'effetto, come dice Ale, "dietro liceo davanti museo", che oggigiorno girano certe ottantenni con tacchi a spillo e parrucche cotonate.. però, a meno di una che dietro sembri Carol Alt e poi si gira e pare il bambino di Phenomena, vado sul sicuro. una donna che si siede e accavalla lunghe gambe è sensualità pura.

sull'omini la vicenda si complica un tantino.. prima di tutto bisogna capire qual'è la fantasia che ti si scatena, perchè ci sta l'omo per il quale ti piglieresti, come dice Tonino, le famose tre ore di cral dal lavoro, fino a quello che ti immagini su un cavallo bianco e la fede in bocca. nel mezzo, tutto il mondo.
del resto l'uomo è come il maiale: di lui non si butta via niente.
sicuramente un bel fisico, di quelli tonici ma non troppo pompati, con un torace ben fatto e le giuste proporzioni, consente di immaginare un buon periodo di simpatico intrattenimento, dal permesso pomeridiano di cui sopra, fino al week end a Ischia-terme. e cosa dire della schiena e delle spalle, o delle coscie ben tornite? vabbè.. non dico nulla che è meglio! comunque potrà apparire strano, ma in qualsiasi "relazione" a luce accesa sono per me fondamentali le "appendici"... sto parlando dei piedi e delle mani!!! le mani le noto subito, sia dal vivo che in foto. i piedi sono generalmente rivelati solo in certe circostanze. ma d'estate, c'è della roba in giro!!!!  madò, meno male che non sono una donna ma sono una santa..

e veniamo all'annosa questione... si, parlo di quelle dimensioni! va bene, generalmente quelle non si identificano, a meno di non essere in una spiaggia di nudisti, in una sauna, in un parco di notte, oppure a letto con uno.. ma in quest'ultimo caso, ormai è troppo tardi per l'immaginazione..
però, chi di voi ha il coraggio di dire che non gioca a "indovina chi" su qualche passante.. in particolare sui mezzi di trasporto, quando stai ore e ore davanti a un buon soggetto in treno ad esempio.. che dopo due ore passate a guardare il suo riflesso nel vetro fingendo di rimirare il magnifico paesaggio della Brianza alta, te ce casca l'occhio,, suuu! per alcuni jeans stretti ci vorrebbe il porto d'armi, diciamolo. bè per certa roba ci vorrebbe il porto d'armi in generale...
e nessuno mi venisse a raccontare la storiella delle proporzioni, altezza, dimensioni delle dita, numero di scarpa ecc ecc, che nelle mie frequentazioni degli spogliatoi delle palestre ho visto certi nani co della robba che toccava a terra, e certi pennelloni che ti veniva da dirgli " scusa, stai fermo che ti s'è posata una zanzara addosso, ora la schiaccio"..

comunque, a costo di sembrare più antico e falso della parrucca della Pampanini, dirò che non c'è niente che mi conquisti più del sorriso. un bel sorriso vero e completo, sincero e seducente, può sciogliere qualsiasi ghiaccio. al contrario puoi essere anche bello come un Dio, ma se ne sei troppo convinto e mi cammini davanti come fossi la divina Gilda, non c'è niente da fare: a me cala il calabile, come un poker d'assi in una partita di sette e mezzo. perchè in una donna, un pochino di glamour seducente ci sta anche. ma in un uomo, santa teresa, la presunzione vale merda quanto pesa (come disse il sommo poeta, Bombolo).

tutto ciò, detto da uno che si è innamorato del suo ragazzo prima d'averlo visto, suona un pochino strano devo dire. però ricordo che quando mi si parò dinnanzi, con i jeans chiari, le scarpe da ginnastica e la polo bianca, fece un gran sorriso! heeeee, mai fidarsi dei bravi ragazzi!!!

a chiudere un simpatico video turco israeliano
la canzone pare scritta da gigi d'alessio, che non è esattamente il mio autore preferito, ma il video non mi pare per niente malaccio!

http://www.youtube.com/watch?v=i1-jVYSae6s


lunedì 30 novembre 2009

uoschhhhhh


c'è un vento forte e caldo oggi a Roma.
alza tutte le foglie e le tira su in vortici. le antenne ondeggiano. le finestre sbattono. i rami si piegano.
in motorino abbassiamo la visiera dei caschi. è ancora scirocco, il vento che rende sciocchi, ma sento che l'aria si prepara a cambiare, a diventare più fredda e ad entrarmi dentro alla giacca.

mi piace questo vento. agita e rimescola i pensieri. li tira su come le foglie e li mischia ai desideri, alle speranze, alle paure, alle aspettattive, ai sogni, agli incubi. tutto si confonde e riparte di nuovo, ma non so ancora in che forma.

tra 24 giorni è natale. mioddio. non credo di aggiungere altro. tranne che devo forzare ogni fibra del mio corpo e andare a comprare qualcosa prima che le orde di compratori affollino i negozi.
Roma è sempre meno addobbata.

oggi ho sentito la fatidica frase: meglio un figlio ladro che frocio.
mi rallegro sempre per la stupidità della gente. io credo sempre di essere così indietro rispetto agli altri, e invece queste cose mi risollevano il morale. c'è chi sta parecchio più indietro di me.

c'è un travestito che ho visto spesso per strada. ho scoperto che vive a Rebibbia. non è un trans, è proprio un uomo, però vestito da donna. ma con i peli e tutto. è proprio un uomo, solo vestito da donna. non so se ho reso l'idea. comunque ora so che la sera torna in cella e lo chiudono dentro, nel settore trans. l'ho scoperto perchè l'ho visto su current tv e l'ho riconosciuto. e io che lo vedevo camminare, vestito come la sorella sfigata di Jacky Kennedy e mi chiedevo "chissà dove va e da dove viene questo". ora lo so dove va e da dove viene.

ieri abbiamo visto zia mame, il film. se non l'avete visto, guardatelo. ma prima leggete il libro.
frase preferita: "qualcosa da bere dici? si grazie, quello che vuoi tu. basta che sia doppio!"
abbiamo pensato che sia una frase utile nella vita, non solo nel bere.



oggi, visto che mi sento particolarmente frizzi pazzi, mi viene da pensà a l'anima de li mortanguerieri.. che poi a Roma sarebbero i cari defunti. per cui quando te dicono "all'anima de li mortacci tua" non c'è da offendersi: è solo un caro pensiero ai tuoi estinti.

i miei mortanguerieri stanno al cimitero monumentale del Verano, e la loro allocazione in morte riprende esattamente quella che era in vita. al Verano ci stanno i quartieri, come in città. c'è il Pincetto, su in alto, con la vista su Roma (un pò assurdo fare le tombe con la vista?), che è il quartiere di lusso, e poi ci stanno via via le stradine a scendere che esattamente come nel mondo dei vivi non seguono linee parallele e perpendicolari, come in tutte le città sane del mondo, ma i cerchi.. risultato: certezza assoluta che te perdi. te ne accorgi quando giri la stessa tomba per ore..si chiama Pincetto perchè è la versione tombale del Pincio, il monte di Villa Borghese con vista su Piazza del Popolo.

io non amo i cimiteri. vabbè, chi ama i cimiteri? a parte i vampiri. ma non nel senso che non li amo, nel senso che non me ne frega niente. secondo me lì ci sono solo cadaveri, che potremmo anche mettere impagliati in salotto, o farci simpatici porta-lumi per l'ingresso, come fa dylan dog. le anime, quelle secondo me ce le portiamo dietro noi vivi, nei ricordi. quindi se vado in giro per il Verano è più per interesse culturale che non per onorare la memoria di qualcuno.

ed è appunto in uno di passaggi che ho costretto il dottor G ad un giro completo del cimitero per riuscire a trovare la cappella di famiglia. sì, perchè la mia famiglia era alloggiata in una cappella al Pincetto. e io me lo ricordavo perchè ricordavo che c'avevano zottato un busto della bisnonna che ci stava sopra, e ad un certo punto la polizia c'ha detto che l'avevano ritrovato, e poi c'hanno mandato la foto di una riproduzione della venere di Nike.. per capirci, è quella donna alata senza capoccia. che scambiarla per un busto ce ne vuole parecchio. morale mio padre disse a mia zia, digli che è lei, che non la ritroveranno mai  e ci mettiamo quella. e mia zia, che ben sa che Berlusconi può anche fare il capo-mafia ma nella nostra famiglia se non paghi una multa ti arrestano, provò ad opporsi, ma alla fine disse che era nostra. e dopo due giorni la polizia chiamò per dire che avevano trovato il legittimo proprietario e che noi eravamo dei ladroni, e lei quasi si seppellì dentro alla cappella dalla vergogna.

insomma, ERA seppellita lì la famiglia, perchè poi non so chi se n' è venduta un pezzo e c'hanno sfrattato, e se semo caricati ste du patacche de urne cenerarie e siamo scesi dabbasso. e ora siamo tutti affastellati dentro una lapide a terra, vicino alla zona ebraica, che poi è vicina a quella musulmana, che poi sono vicine al muro di cinta. insomma, semo finiti un pò in periferia. ma io preferisco, perchè si sta vicini alla vita, che senti le fioraie che litigano lì a 10 metri, perchè le fioraie dei cimiteri litigano sempre. invece lì al Pincetto ci sta un silenzio che mette i brividi, che chi lo dice che i cimiteri devono essere silenziosi? che poi mica si stava soli lassù. no, era come in città. i cugini a due cappelle di distanza, la famiglia di nonna al cerchio dopo, tutti i nomi delle cariatidi di parenti e amici vari dei nonni in zona limitrofa. e che palle! tutti che se fanno l'affari tua pure quando sei morto. e poi il dottor G me l'avrebbero preso, come moglie accanto al mio buco? sotto a un pietro e maria" e accanto a un "filippo e teresa" ce poteva stà un oscar e dottor G"? che poi la gente è piccola e il paese mormora. o era il paese è piccolo e le gente mormora?

che poi io voglio essere sbruciacchiato. e poi messo in un piccolo posacenere, con una goccia del mio profumo dentro, un filo di perle che sta bene su tutto (pure sulla cenere). e poi mettetemi in salotto e potete pure ciccarci sopra. così almeno da morto sarò magraaaaaa come un'acciuga. e fumerò come un turco, senza conseguenze. ogni tanto versateci un goccio di amarone dentro, e sarò uno spirito gioioso e riconoscente.

fanculo la cappella di famiglia!

dov'ero rimasto? ha si, c'è vento oggi. è scirocco.

giovedì 26 novembre 2009

la figlia di Grecia si chiama Italia



potrei anche io fare a meno della televisione. nei tempi del digitale terrestre, fatta eccezione per qualche puntata di x-factor e qualche bella pellicola recitata da alvaro vitali, non guardo più i canali "tradizionali". la sera, quando siamo a casa e non abbiamo un dvd o un film scaricato da e.mule da vedere, ci lanciamo nei 2000 canali di sky, metà dei quali trasmettono vecchie puntate di sex and the city e l'altra metà documentari sul sesso, alla ricerca di un film interessante e soprattutto di una puntata di qualche serie televisiva. io sono malato di serie televisive. sarei capace di innamorarmi anche di una serie televisiva sulla vita di un paguro in una boccia per pesci. le uniche serie che non seguo sono quelle che non entrerebbero per ragioni di tempo nel mio palinsesto personale.

tutto ebbe inizio nell'epoca delle mitiche telenovelas latinoamericane, quando imperversavano le intramontabili Veronica Castro e Grecia Colmenares. su uno dei miei canali televisivi, quello delle casalinghe depresse e dipendenti dai farmaci, ritrasmettono le puntate più agghiaccianti delle vecchie soap, con delle pettinature che a confronto la signorina Carlo della Marchesini è una acconciata alla moda e con dialoghi che ti fanno venire i brividi nell'interno coscia.
grazie alla mamàn, io e mia sorella fummo irreparabilmente instradati verso la dipendenza da soap, quelle interminabili, che come minimo ti durano una decina d'anni. roba che alcune delle cose che vedemmo allora stanno ancora andando avanti ora!




in principio fu capitol..







e, quando capitol si interruppe improvvisamente con la morte accidentale di tre quarti del cast seguita ad una terribile scenata isterica tra gli sceneggiatori impazziti, noi tre siamo passati ad un secondo sceneggiato..


.....con la mitica famiglia Alden e la fantastica Ava. Ci sono alcuni minimi comuni denominatori nelle soap opera: narrano tutte la storia di una o più famiglie fottutamente ricche. in queste famiglie c'è sempre un soggetto, generalmente una donna, di infima estrazione, che si sposa il rampollo e se lo ciuccia per anni, finchè qualcuno, generalmente la matrona della ricca famiglia, tenta di farla fuori. al che questa giustamente si incazza e comincia a sterminare i parenti più prossimi. altro elemento comune è la presenza di fratelli gemelli che compaiono all'improvviso; gente che resuscita a cazzo; gente che scompare per secoli e poi ricompare come se nulla fosse. soprattutto regna sovrano un moralismo strabico, per cui puoi accoppare tua sorella e scoparti tuo padre (prima di sapere che è tuo padre ovviamente) e va tutto bene, ma se poco poco ti fai una canna o bevi un goccetto di amaro la sera per pigliare sonno, allora ti sbattono in una clinica di rehab finchè non ti vengono i peli bianchi (e non parlo dei capelli).

subito dopo "quando si ama" trasmettevano "Santa Barbara", con due nuove famiglie patriarcali americane, i Capwell e i Lockridge. non è che le telenovelas mi appassionassero più di tanto, ma essendo costretto alla visione dovendo sedere a tavola, con le grappette sugli occhi modello "arancia meccanica", alla fine sono rimasto coinvolto. dopo che ti sei sparato 5000 puntate di una stronzata, venderesti un organo interno per sapere come cavolo va a finire. la fregatura è che non va mai a finire. in realtà le soap non finiscono mai: o vengono interrotte o tu cambi vita e cominci a lavorare e loro vanno avanti senza di te.
chiude la serie delle soap opera, coprendo tutti i pranzi dal liceo a quando non ero intrappolato all'università, l'ovvio Beautiful, con le avventure del troione più troione che c'è, Brooke Logan, quella che si fa il padre, si fa il figlio e si fa anche lo spirito santo, e della perfida Sheila Carter..



perchè, diciamocelo, l'unica ragione che rendeva minimamente interessanti quelle soap interminabili erano le stronze.. le perfide...quelle che non morivano mai anche se cascavano dal trentesimo piano, che ricicciavano sempre fuori come in attrazione fatale, quelle che erano la sorella perfida di una gemella buona. senza di loro e senza qualche scena di sesso con coscie al vento, sarebbe stata solo un rullo continuo di martini in mano e primi piani con occhi sgranati.
potrà sembrare un'infanzia deviata la mia. invece mi considero comunque fortunato, perchè saltai quasi a piè pari moltissime soap come Dynasty e Dallas, oltre a tutti i prodotti argentini e messicani.

quando non ero seduto a pranzo con le donne di casa a guardare soap, le mie serie preferite erano tutte quelle familiari classiche, partendo dai Bredford, passando dai Drummond e finendo con i Robinson. ma la serie familiare che amavo davvero era solo una...


I Jefferson!! la saga familiare meno politically correct della storia..



con la fase adolescenziali e le prime prurigini sessuali che esulassero dal desiderio di farmi sia Georgie, sia Abel sia Arthur (ma anche a Miss Pony e Suor Maria insieme, una botterella nel dubbio glie l'avrei data), cominciai a dedicarmi alla vera attività master della mia vita televisiva: la fantasia erotica.

cominciando con Beverly Hills ovviamente..
  e proseguendo con Melrose Place..

le avventure dei giovani e pruriginosi californiani hanno piacevolmente accompagnato la mia adolescenza e quella degli amici. ricordo che il martedì e il giovedì sera erano sacri e mi offendevo a morte se solo mia madre osava farci sedere a tavola in concomitanza con la mia serie preferita, che poi mio padre cambiava canale e io perdevo la puntata. allora se  ti perdevi una puntata te l'eri giocata. non c'erano i super cofanetti raccolta e non c'erano i computer di oggi e le super connessioni internet (signora mia, quando eravamo giovani noi che si cucinava sul foco del camino e ci si scaldava con le braci..che fa tanto Laura Ingalls)... oddio, vedi tu che mi stavo dimenticando...





le avventure di quella sfigata di Laura nella maledetta casa nella prateria, sdolcinate in modo reso sopportabile solo dalla mitica famiglia Oleson (quella della perfida proprietaria dell'emporio). ancora una volta è la stronza di turno a salvare la serie..

e veniamo così ai tempi della maturità, quando i miei gusti in fatto di serie televisi si sono fatti più consapevoli e dettati da elementi meno estemporanei e più critici, come l'attrazione verso un'ottima sceneggiatura o una felice regia o una storia realmente innovativa...



come Er, medici in prima linea, dove tutti amano il dotto Kovac, mentre io preferisco il dottor Carter.. per questa serie abbiamo fondato gruppi di ascolto e osservato religioso silenzio tutti i lunedì sera. solo un'altra serie ha potuto eguagliare l'attenzione riserva a Er, inducendoci a intere giornate di visione in lingua originale, per non attendere la proiezione sui canali nazionali..




Lost!

naturalmente non mancano serie di più recente fede, come le casalinghe disperate, qui sul blog più volte citate.. nè ho disdegnato serie più tipicamente europee, come il commissario Rex, che ho seguito soprattutto nella serie interpretata da Gedeon Burkhard, naturalmente attratto dal il mio grande amore per gli animali..




che Dio li benedica questi cani..sempre così intelligienti!

adesso sto buttando un occhio all nuova serie di sky, flash forward (grazie, Enrico!)... non sono ancora convintissimo di seguirla. certo alcuni spunti sembrano essere davvero nuovi e interessanti..








lunedì 23 novembre 2009

di getto, di letto, perfetto, se stesso, di netto, per il retto: sarebbe il mio oroscopo


tra poco finisce l'anno bisogna che passi dal giornalaio a comprare astra.
oddio per carità, è inutile che metti su quella faccia da Margherita Hack, che assomigli molto di più alla zingara Cloris Brosca. lo sanno anche le pietre che uno può anche giurare sulla tomba di Dalidà di essere un illuminista convinto, ma una spizzicata almeno (e dico almeno) all'oroscopo del nuovo anno, la da anche Umberto Veronesi.

Anche se l'unico oroscopo che leggo ogni tanto perchè mi fa ridere è quello di quella pazza di Capitani...
Il mio di questa settimana diceva che:

Con queste stelle c’è chi di voi l’amore lo vive di getto, chi solo di letto. In quest’ultimo caso, però, non sarà perfetto. Perché il sudombelico si chiude in se stesso. Legami consunti, poi, si tranciano di netto. Ed era ora. Occhio, infine, a chi vi prende per il retto in fatto di soldi. Il lavoro ristagna e snerva, specie lunedì e martedì.

e il vostro, si sta realizzando?
http://capitani.style.it/archive.php?cid=390
tanto è inutile che fate le santarelline, che morite dalla curiosità!

Oggi mi sento come un pomodoro che Carmen Maura ha inserito dentro al frullatore insieme ad una scatola di Xanax per farci il suo gazpacho speciale. Mi fa male la testa e ho la nausea. Non credo di essere incinta. Potrebbe essere quello che ho bevuto? Due mojito venerdì in una discoteca dove ho potuto rispolverare le mie info sulle modalità di accoppiamento tra il maschio truzzo e la donna zoccola moderna. Uno spritz in un combattimento all'ultimo sangue per agguantare una tartina al salotto 42, dove ho visionato le ultimissime tendenze di glamour in stile Twilight, e un birrozzo a sostegno della pizza successiva. Molto vino ieri sera ad una festa di compleanno di un'amica.

Noooo, lo so. E' più probabile che sia il fatto che sia lunedì, che il cielo faccia schifo, che il telefono continui a squillare, che i miei colleghi mi innervosiscano, che il mio contratto sia in scadenza, che debba uscire per comprare qualcosa per pranzo (che sarà certamente qualcosa di prossimo ad un'insalata / un etto di breasaola o di tacchino)..Devo solo ricordarmi di recuperare la chiave del mio "sudombelico".
Poi dice che l'orscopo non ce pija mai..

aggiornamento aggiornamentooooo

me stavo a scordàààà.

lo scorso venerdì rientro a casa dalla palestra e trovo un guaglione tutto riccioluto davanti all'ascensore. entriamo insieme e, considerando che l'ascensore è grande quanto un pacchetto di philip morris fine e che io avevo il borsone della palestra e lui due borse e il computer, assumiamo la posa nota nella cultura giapponese come "fiore di loto accoccolato sotto albero di fiori di pesco". si scambiano quelle due chiacchiere consentite dalla salita in ascensore e scopro che scende al mio stesso piano e poi sale le ultime rampe a piedi.
ora ci sono tre ipotesi:

ipotesi 1. questo è il vero fidanzato della stronza dell'ultimo piano (lo ho visto altre volte passare) e quello che suonò al mio campanello per indicarmi le chiavi che avevo lasciate appese è in realtà l'amico gay della stronza di cui sopra che andava a farsi consolare perchè era stato appena lasciato.
ipotesi 2. i due maschi sono una coppia e stanno consultando la stronza dell'ultimo piano (che è anche un pò zoccola probabilmente) per trovare un'altra bella coppia per uno scambio alla pari (che non abbia niente a che fare con le pulizie).
ipotesi 3. il tipo dell'altra volta non ha niente a che vedere con la stronza dell'ultimo piano e con il di lei ragazzo. in realtà stava seguendo me ed è giunto fino all'uscio ma poi, confuso dalla mia avvenenza in tuta, si è lasciato vincere dalla timidezza ed è fuggito via.

secondo voi qual'è la più probabile? anche io voto la terza, si!

mercoledì 18 novembre 2009

carramba



buonciorno, buonciorno, come dice ogni mattino il santo padre quando si sveglia accanto al suo Georg.

oggi mi sento particolarmente frizzante. sarà perchè una riunioncina alla Fao ha reso la gente intrappolata nel traffico simile alle scimmie del Bioparco quando si tirano la merda in faccia l'una con l'altra, oltre al fatto che uno schermo invisibile ha reso le conversazioni via cellulare simpaticamente intramezzate da sgrrrrrratttt e fsssssszzzzz. sarà perchè con l'avvento del digitale terrestre ci sono saltati tutti i canali e stiamo aspettando che uno spirito divino scenda su di noi in forma di colomba e ci porti in dono la conoscenza dei meccanismi di sintonizzazione dei canali.

ultimamente le mie serate si trasformano in una versione leggermente meno baracca (e ci vuole poco) delle carrambate della intramontabile e immarcescibile raffa nazionale.

qualche giorno fa siamo invitati da ale e bri a desinare nella loro casetta e lì a cena chi mi ti fanno ritrovare questi due soggetti? un tipo conosciuto anni e anni fa per lavoro a Bruxelles, con tanto di compagno (che non so perchè mi ricorda Marcella Bella, però immaginandola il secondo dopo che ha appreso che le hanno ingabbiato il marito per frode fiscale, e soprattutto sequestrato le carte di credito e che quindi non potrà ravvivarsi la permanente e il colore per settimane).
abbiamo ricordato i bei tempi andati, di quando non sapevamo di essere sulla stessa sponda dello stesso fiume.. in realtà qualche sospetto io lo nutrivo, tant'è che con un'amica e collega (sempre localizzata dalla stessa parte dello stesso fiume, quando dice che tutto il mondo è paese..) scherzavamo sull'ipotesi che, dopo la solita cena di lavoro, lo avremmo ritrovato nudo a ballare sopra un tavolo dell'homo erectus, noto (dovrei dire famigerato) locale sfrociante sulla Grand Platz.
bè non era cambiato molto. alto, barbuto, grandi occhi azzurri. a metà tra lo scorbutico e il sornione.

immagino sia logico che in coppia si attirino soprattutto coppie, però considerata l'allure di porcilaggine del nostro ambient sexualo, uno non si aspetterebbe di trovarsi circondato da simpatiche coppie che vivono felicemente insieme da 10/ 30 anni, conducendo vita e relazioni che nulla hanno da invidiare a quelle della sbandierata famiglia tradizionale (anzi, con una minore percentuale di incontri ravvicinati con il terzo sesso, i transettoni).

sabato ho partecipato alla festa a più alta concentrazione gaia della mia vita. in pratica, novanta invitati: 85 froci, 2 uomini etero, 3 donne (sul cui orientamento sessuale non azzardo ipotesi). era il compleanno di un nostro amico, soprannominato per ragioni geografiche "la sardina corta", per distinguerla da "la sardina lunga" che ce l'abbiamo già da tempo con noi. ha affittato una bella sala in una ex fabbrica dove mancavano solo i village people per fare il pride. indizi rivelatori della pendenza dei convenuti al genetliaco:
1. le candele segnalatrici, che anzichè essere fatte di citronella diffondevano un profumo di Jean Paul Gautier;
2. in guardaroba tutte giacche di pelle o di borchie stile banda della magliana, in pista tutte magliette fuxia con scritte tipo "take me as I am, but please take me now";
3. il fatto che nessuno sia arrivato solo, al minimo in coppia, ma che non appena varcata la soglia di ingresso anche i gemelli siamesi si tagliavano un arto per separarsi al grido di "ognun per se e dio per tutti";
4. i cumuli di carboidrati sotto forma di fantastiche pizzette, panini imbottiti, tramezzini e rustici che sono rimasti a giacere sui tavoli, mentre frotte di orse impazzite si fiondavano su una ciotolina di insalata di riso, probabilmente lasciata da un festeggiato del giorno prima per sfamare i cani;
5. la discesa della scalinata d'ingresso stile wanda osiris, con braccia abbassate, manine alzate, una gamba davanti all'altra e capelli indietro, per poi arrivare all'ultimo gradino e darsi una ravanata al pacco in modo da tentare di sembrare un muratore polacco molto attivo.
entrato dentro, festeggio la sardina corta, abbraccio chi conosco e chi ti vedo in fondo alla sala: uno che frequenta la mia stessa palestra. si sa che a roma ci sono palestre che fuori hanno in cartello con scritto "vietato l'ingresso ai cani e ai lecca-patonze", ma nella mia di palestra il cartello ce lo abbiamo al collo solo noi due da quando il wwf ha fatto una retata per impedire che facessero esperimenti testati sulle recchie in via di estinzione. avevo intuito che fosse un pò gaio un giorno che s'è presentato in sala pesi in serata tarda con un paio di fuseax rosa che manco madonna avrebbe avuto il coraggio. ma trovarlo lì è stata una vera carrambata. soprattutto per lui credo, che ha strabuzzato gli occhioni cerbiattosi con l'espressione tipica alla "che bello anche tu sei una di noiiiii! mi sentirò meno cucciolo smarrito nello spogliatoio".

domenica, tè (che fa tanto Jessica Fletcher) a casa di un' amica e collega di università  che non vedevo da anni e che ha figliato per la seconda volta. presente un'altra collega con un figlio in mano e un altro in panza. i mariti si sono lanciati a fingere di avere qualcosa in comune parlando di calcio. io sono stato colto da una crisi depressiva da donna sterile, mischiata ad una sindrome da asilo nido per quelle creaturine che mi strisciavano attorno sbavicchiando e mi sono buttato sui biscottini in modo veramente indecorso.

ieri sera stavo finendo il mio libro quando è suonato il campanello di casa. ho pensato che il dottor G si fosse dimenticato le chiavi. invece era un figone della madonna, elegantemente vestito, sui trentacinque anni, abbronzato che mi fa un gran sorriso e indica un punto alle mie spalle. io sorridendo a mia volta tiro fuori un saaaaaaalve e faccio uno sguardo a forma di punto interrogativo. seguo il suo dito che sembra puntare verso l'ingresso. che vorrà, farmi i complimenti per la cassapanca? faccio a tempo a sentirmi un pò a disagio perchè indosso la tuta più vecchia, scolorita e sbrindellata che possiedo, sono a piedi nudi e ho gli occhiali sul naso modello nonna abelarda, mentre questo pare uscito da un ricevimento dai Windsor. a pensarci bene potrebbe sembrare l'inizio di un film porno. anche lui è imbarazzato da qualcosa, perchè apre la bocca in modo incerto e con una voce poco ferma, anche se profonda e calda, mi dice: "le chiavi, le hai dimenticate attaccate alla porta". il mio sguardo si concentra sulle chiavi di casa attaccate alla porta e la mia mente torna a un'ora prima, quando ero entrato in casa con le buste della spesa in una mano e attorno ad un braccio, la valigetta nell'altra mano, la sciarpa penzolante dal collo, un piede ad aprire la porta e l'altro a tenere il gatto dentro. assumo l'espressione "signora mia quanto so scordarella, se non avessi la testa attaccata alle spalle, guardi, chissà dove sarei finita in questa mezza stagione che non esiste più". ringrazio il fusto, che già sta salendo l'ultima rampa di scale. evidentemente è il fidanzato di quella stronzetta dell'ultimo piano (stronzetta da ieri sera, ovviamente). ok, lo ammetto. se non fossi fidanzato avrei già posizionato una tagliola sul pianerottolo per acchiappare questo cervo imperiale.

e infine, tanti tanti tanti tanti auguri all'amico nostro Alessio, ribattezzato Giacinto, che ha compiuto i sui quarantaqehm...ventisette anni. sei sempre, assolutamente S.P.L.E.N.D.I.D.A.!!!